Pout Pourri di notizie

31 08 2007

  Oggi vi voglio parlare di un po’ di tutto!Siccome la noia,il caldo, l’afa mi stanno debilitando in maniera eccessiva non ho piu’ la forza per approfondire un solo argomento.Quindi do’ un po’ di notizie buttate li’!Se interessano bene, se non ve ne frega niente passate pure avanti.

     Per prima cosa commento una notizia che mi ha fatto scoppiare a ridere appena letta. A settembre potremmo acquistare il primo e-book con fragranza di libro! Cos’e’ sta’ roba direte voi? Bene l’iniziativa parte dal sito CafeScribe.com che alleghera insieme ad ogni libro elettronico un adesivo di quelli “gratta &odora” al sapore di “vecchio libro un po’ ammuffito”.Il motivo e’ presto detto! Una ricerca fatta dalla Zogby International ha riscontrato che, il 43% degli studenti attribuisca l’odore come preferenza legata alla caratteristica dei libri fisici. Soluzione: adesivi all’odore di muffa cartacea da grattare mentre si legge un ebook.Ve lo immagginate? Cosi’ tentano di far decollare la vendita di libri eletronici? E poi che fine ha fatto il librofonino che doveva lanciare Tim il settembre scorso? Foto QUI 

    Passiamo avanti con un altra notizia altrettanto inutile. Microsoft, non so’ con quale colpo di genio, ha aperto un blog in cui scrivono alcuni Hacker che lavorano per la casa stessa.Lo scopo mi e’ del tutto oscuro se qualcuno puo’ far luce…ecco il link QUI (solo per gli appasionati di codice)

 

    Ennesima notizia che definirei ridicola!(oggi,sara’ per il caldo,smi sento molto critico) Le principali testate recitano…”dopo ‘iPod, l’iMac, l’iPhone, in arrivo anche l’iCar!” A quanto pare il gruppo volkswagen in collaborazione con la “mela” ha intenzione di lanciare sul mercato questa fantomatica auto,rivolta ad un pubblico giovane e con un prezzo di base sui 6500€.Realta’ o fantasia? Ai posteri la risposta. Comunque guardate il bellissimo marchi accorpato uno nell’altro QUI

Per il momento e’ tutto, vado a mettermi sotto ghiaccio.

A presto.

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Libro del mese: Il codice perduto di Archimede.

19 08 2007

Gerusalemme 1229: mentre Federico II di Svevia scaccia i musulmani dalla città, un amanuense sta completando un libro di preghiere destinato al monastero di San Saba, nel deserto del Sinai. Scrive su vecchie pergamene riciclate, fogli di codici bizantini in cui si conservavano le copie di antichi testi greci. New York 1998: un anonimo miliardario si aggiudica all’asta quel libro per due milioni di dollari. Che cosa può rendere tanto preziosi quei vecchi fogli divorati dalla muffa? Al loro interno, cancellati e ricoperti dalle preghiere medievali, si nascondono le parole e i disegni di Archimede di Siracusa, il grande matematico greco: brani inediti, destinati a rivoluzionare la storia della scienza occidentale, e diagrammi identici a quelli che Archimede tracciava sulle sabbie siciliane nel III secolo a.C. Riportarli faticosamente alla luce sarà la missione di un team di scienziati e accademici cui il facoltoso acquirente ha affidato il libro. Sono questi i due piani narrativi su cui si sviluppa “Il codice perduto di Archimede”. Da un lato l’incredibile storia del manoscritto ritrovato e dei testi che contiene, una storia che attraversa oltre due millenni, dalla Siracusa alleata di Annibale contro i Romani alle biblioteche dei papi e degli umanisti del Rinascimento, dalla sfarzosa Costantinopoli del X secolo alla tetra Parigi occupata dai nazisti. Dall’altro, l’avvincente avventura intellettuale e tecnologica che sta facendo resuscitare quei testi, uno sforzo interdisciplinare che coinvolge esperti di elaborazione di immagini digitali e paleografi, storici della scienza e conservatori di manoscritti antichi. Al centro di tutto svetta la figura di Archimede, il cui genio matematico emerge ancora più imponente da ciò che si è scoperto nel codice: un uso del concetto di infinito che precorre l’invenzione del calcolo infinitesimale nel XVII secolo e la formalizzazione della teoria degli insiemi all’inizio del XX. In un momento in cui il termine ‘codice’ ha assunto, anche in letteratura, le valenze più diverse, “Il codice perduto di Archimede dimostra che la verità storica e scientifica nascosta in un manoscritto antico può essere molto più affascinante di qualsiasi fantasia.